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Non tutte le bufale sono uguali: ecco quale tipo produce il nostro latte
on Jan 10 2026
Quando in Italia si parla di "bufala", vengono subito in mente i prodotti caseari realizzati con il latte di questi splendidi animali, ma raramente ci si sofferma sulla natura dell'animale in sé. Invece, è interessante sapere che nel mondo esistono diverse tipologie di bufale e che il ceppo italiano, e campano in particolare, è frutto di un lungo percorso di adattamento che consente, oggi, la produzione di latticini e formaggi conosciuti in tutto il mondo.
Le principali differenze
A livello globale, la distinzione principale è tra il bufalo africano, selvaggio e non addomesticabile, e il bufalo asiatico (Bubalus bubalis). Quest’ultimo si divide a sua volta in due grandi categorie: il bufalo di "palude", impiegato principalmente per il lavoro agricolo, e il bufalo di "fiume".
È proprio da quest'ultimo ceppo che discende la Bufala Mediterranea Italiana. Riconosciuta ufficialmente come tipo a sé stante nel 2000, si distingue per la sua mole massiccia e le corna arcuate. Rispetto ad altri, la Mediterranea è considerata la migliore produttrice di latte al mondo: sebbene la quantità sia inferiore rispetto a quella bovina, la sua resa è quasi doppia grazie a una straordinaria concentrazione di grassi e proteine.
L’eccellenza della Piana dei Mazzoni
La qualità del latte non dipende però solo dalla genetica, ma anche dal benessere dell'animale e dal legame con il territorio. Noi di Caseificio dei Borboni abbiamo scelto di onorare questa tradizione attraverso una filosofia di produzione rigorosa.
Per garantire una qualità costante e un sapore autentico, trasformiamo esclusivamente il latte proveniente da un unico allevamento di fiducia situato nella Piana dei Mazzoni. Questa zona, storicamente votata all'allevamento bufalino, fin dai tempi dei Borbone offre le condizioni ambientali ideali per far crescere animali sani e produttivi.
Anche grazie al rispetto dei ritmi della natura e delle peculiarità degli animali le bufale oggi possono essere valorizzate e offrire una produzione in linea con le loro potenzialità quantitative e qualitative.