Perché alcuni mischiano latte di bufala e vaccino (e perché noi non lo facciamo)

Perché alcuni mischiano latte di bufala e vaccino (e perché noi non lo facciamo)

In un mercato competitivo come quello caseario, che spesso scende a compromessi con la quantità e i costi per i propri prodotti, noi di Caseificio dei Borboni abbiamo deciso di utilizzare esclusivamente il 100% di latte di bufala, rifiutando categoricamente l'uso di latte vaccino o altre miscele.

Questa non è solo una scelta produttiva, ma una filosofia: lavorare solo latte di bufala in purezza significa preservare intatte tutte le proprietà organolettiche che hanno reso celebre questo "oro bianco" in Italia e nel mondo. 

Alcuni caseifici, però, scelgono di "tagliare" il latte di bufala con una percentuale di latte vaccino. Ma perché accade questo? Si tratta solo di risparmio o c’è dell’altro? Scopriamolo.

Il costo della materia prima

Il motivo più immediato è di natura economica. Il latte di bufala è una materia più pregiata rispetto al latte vaccino. Questo perché una bufala produce mediamente molto meno latte rispetto a una mucca (circa 8-10 litri contro i 30-40 di una vacca). Di conseguenza, il costo del latte di bufala al litro è circa tre volte superiore a quello del latte vaccino. Mescolare le due tipologie permette ai produttori di abbassare il prezzo finale del prodotto, rendendolo più competitivo per la grande distribuzione, ma a scapito della qualità finale.

La gestione della lavorazione

Il latte di bufala ha una composizione chimica unica: è molto più ricco di grassi e proteine rispetto a quello vaccino. Questa ricchezza lo rende perfetto per la caseificazione, ma anche più "difficile" da gestire in grandi impianti industriali. L'aggiunta di latte vaccino rende la pasta della mozzarella più "standardizzata" e facile da lavorare meccanicamente, riducendo la variabilità che un prodotto naturale al 100% inevitabilmente presenta.

La stagionalità e la disponibilità

Le bufale hanno cicli produttivi naturali che non sempre coincidono con i picchi di domanda (come l'estate). Quando il latte di bufala scarseggia, alcuni produttori ricorrono al latte vaccino per non interrompere la fornitura, creando quella che tecnicamente viene definita “mozzarella con latte di bufala”.

Insomma, utilizzare il latte vaccino per produrre mozzarella non è certo vietato, ma senz'altro quel prodotto difficilmente potrà venire identificato con una vera, autentica e assolutamente fedele mozzarella di latte di bufala.
Pensateci, e agite da consumatori consapevoli!